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"NON FACCIAMO FINIRE IL NATALE"

“NON FACCIAMOCI RUBARE IL NATALE, NON FACCIAMO FINIRE IL NATALE”
FACCIAMO SÌ CHE SI RINNOVI OGNI GIORNO

Guarda la registrazione integrale della Messa sul canale Youtube del Centro La Tenda 

Appunti e spunti di riflessione tratti dall’omelia di don Nicola Bari
nella Santa Messa di Natale 2020

“Chi siamo noi? In queste settimane abbiamo fatto un percorso. Siamo partiti da alcune domande fondamentali sul senso del nostro cammino, sulla direzione verso cui andare, e anche sulla domanda più radicale”. Esordisce così Don Nicola Bari nella riflessione della notte di Natale, rivolta al “popolo de La Tenda”, in diretta attraverso la piattaforma google meet e in streaming attraverso il canale Youtube dell’Associazione La Tenda.

“In questa notte si conclude una tappa e se ne apre subito un’altra. Il nostro Natale infatti, la nostra vita, comincia, ovvero ricomincia, proprio ora. Ed è già significativo il fatto   che siamo venuti a cercare qualcosa, anche in questa suggestiva notte che vede collegati online, tutti noi: famiglie, amici, operativi e residenti delle diverse strutture del Centro, dislocate in diverse zone d’Italia. Oggi, in effetti c’è un po’ di luce in più sul “mistero” della nostra vita, “una porzione di luce in più”.
Accogliere il mistero significa riconoscere e avvicinarsi alla presenza di Dio.
Come la vita, anche l’amore è un mistero, ed è, in fondo, la vera esperienza che ci guida a diventare grandi.
È paradossale (ma la logica di Dio ci ha abituati al paradosso) che proprio quando avvertiamo la spinta a diventare grandi, ci viene donata la presenza di suo figlio, un Bambino inerme, nato in condizioni di estrema umiltà.

Maria stessa, la madre di Gesù, si trova nella condizione paradossale di mettere insieme una missione divina e la sua natura umana. Una donna semplice, ma non sprovveduta, chiamata   a tenere unite tante attese, tante pressioni, tutte impegnative, e apparentemente inconciliabili, nella sua vita.
Anche la figura di Giuseppe (raffigurato talvolta in funzione materna) è un esempio di come si affronta la vita con concretezza e maturità.
E colpisce anche come la nascita di Cristo prenda il via da un luogo nascosto, maleodorante e fatiscente, ma anche di conservazione di ricchezze materiali, essenziali al sostentamento fisico delle persone .
Un luogo normalmente intimo come intima e nascosta è la nostra anima.
Un posto, appunto, primitivo, originario, scarno e scomodo ma anche accogliente e pieno di potenzialità e di risorse. Un posto che prende colore e calore dall’anima e dai sentimenti delle persone che lo abitano.
Cosicché la grotta, questo luogo profondamente nascosto, acquista un particolare significato.
Perché è proprio lì, in quel luogo della nostra interiorità sofferta, che vuole nascere e rinascere Gesù. 
Entrando nelle parti più irraggiungibili di ciascuno di noi, dove magari noi ci ostiniamo a nascondere le nostre miserie.  E’ proprio lì che Dio vuole conoscerci per inondarci del suo amore e farci riscoprire la preziosità della nostra vita.  Vita densa di fatiche ma anche di senso, come possiamo sperimentare anche nella realtà del nostro Centro.

Il Natale, perciò, è dentro di noi e dobbiamo fare in modo di non farcelo rubare, come ci dice Papa Francesco, ma di farlo continuare, di tenerlo aperto, con la nostra capacità di sognare come il pastore Benino il dormiente o di stupirci come il pastore Meravigliato che non porta doni se non il suo stupore di fronte al Bambino.

Questo Bambino che è Dio è la nostra sicurezza, ed è il vero motivo per cui dobbiamo fare festa.

Auguri dunque, di vero Natale.