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caosmill La formazione online

FORMARSI AL FUTURO

                                     Le classi di apprendimento proposte dal Centro studi e formazione caos                                                  

Le proposte di formazione a distanza del Centro studi e formazione caos Negli ultimi trent’anni, lo scenario del fenomeno del disagio personale e sociale, conclamato e latente, ha subito trasformazioni profonde. Per rimanere nell’ambito delle dipendenze patologiche, il cambiamento delle sostanze e degli stili di consumo, la diffusione di nuove dipendenze senza sostanza (gioco d’azzardo, internet addiction, sex addiction, disturbi del comportamento alimentare, shopping compulsivo), l’aumento della cronicità, dei casi di doppia diagnosi, del consumo di cocaina e alcol, del numero di tossicodipendenti detenuti in misura alternativa, hanno messo in crisi il vecchio modello centrato sulle Comunità Terapeutiche.

                                                                   

E ha reso evidente che la complessità del fenomeno delle dipendenze richiede sempre più un ripensamento dell’intero sistema dei servizi, accentuandone il carattere integrato, tipico degli interventi in rete. Ma, allargando la visuale, la realtà attuale ci interroga anche su nuove espressioni di disagio, nuove povertà, nuove complessità, nuove forme di emarginazione sociale. Risulta evidente, anche per questo, che è sempre più necessario aprirsi ad altre risorse, ad altri soggetti, ad altre agenzie formative per lavorare insieme e offrire sostegno ma anche opportunità di autonomia a chi è nel disagio, in concreto.

Peraltro, il diffondersi del COVID19, ci ha costretti ad accelerare lo sviluppo di nuove forme di comunicazione, anche nell’ambito della formazione. In questi giorni abbiamo tutti compreso che questi fattori sono diventati fondamentali per lo sviluppo e la crescita della nostra società e per una migliore vivibilità. E poi si tratta di favorire la cooperazione tra i destinatari della formazione: il vero valore aggiunto della tecnologia è la possibilità della condivisione, di lavorare in gruppo. Si tratta di una modalità di lavoro che già dovrebbe appartenere alla normale strumentazione formativa e che ora le condizioni eccezionali in cui siamo costretti a muoverci stanno rendendo necessaria. Cosicché, l’emergenza che stiamo vivendo a vari livelli, ci costringe, tutti, a riflettere a studiare nuove forme anche relativamente al come comunicare efficacemente i temi formativi.

Possiamo scoprire così che il digitale non è solo ciò che erode spazio alle nostre relazioni, indebolisce i legami sociali, genera una vera e propria dipendenza. Al contrario il digitale può creare le condizioni perché le persone si riavvicinino, generare nuove reti di rapporti e di significati. Peraltro c’è da sempre sospetto nei confronti della formazione a distanza, dettato dalla poca fiducia nei confronti di un sistema che secondo alcuni penalizzerebbe la qualità della relazione. Ma non è sempre così, poiché è una questione di intenzionalità educativa e stile di presenza, non di formato. In effetti, da questa crisi possiamo uscire più forti, più coesi, più uniti. Ma ciò non è scontato. Non basta affidarsi a slogan più o meno suggestivi. Occorre lavorare perché questo succeda. E per farlo serve pensare che la qualità della relazione non è una questione di formati o di strumenti e che il digitale non è un’alternativa alla presenza ma una sua dimensione. La relazione è il risultato dell’intenzionalità educativa, è la consapevolezza che l’altro è al centro della mia attenzione. E il digitale può essere uno dei modi per mantenercelo. Lo è se diviene premura nei momenti di sconforto, supporto nei momenti di difficoltà, legame nelle situazioni di solitudine, presenza quando si sperimenta l’assenza.

Senza dubbio, allora, l’uso della tecnologia, in ambito formativo e didattico, se opportunamente calibrato, ci aiuterà ad affrontare le sfide che attendono la nostra società.

Le proposte di Formazione a distanza, (presentate in questo numero di caosinforma) sono state progettate proprio con l’intenzione non tanto di rispondere, ad una domanda emergenziale, ma di puntare invece a creare un “ambiente” comunicativo nuovo, fortemente interattivo, attraverso il quale i formandi possano sviluppare risposte e proposte alle domande di crescita personale e professionale, cui tutti siamo chiamati ad attivarci. Anche per questo, esse si muovono in sintonia con l’evoluzione del Centro La Tenda che è sempre meglio organizzata più in Aree di intervento onde consentire una maggiore penetrazione sociale, una più efficace è appendi ricordare a il caso di ricordare erogazione di servizi, una maggiore personalizzazione dei servizi .