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AGENDA 2018

 

AGENDA 2018

2018 AREE, SERVIZI, PERSONE  

 

L’Agenda del Centro La Tenda di quest’anno vuole offrire spunti per riflettere e comprendere meglio il processo in atto nella nostra realtà.

Mese per mese viene analizzata una determinata tipologia di nostri utenti, per i quali vengono evidenziati alcuni dati oggettivi.

Viene  proposta quindi una chiave di lettura sintetica della stessa problematica per poi esplicitare alcune proposte operative relative al fenomeno osservato, promosse e/o realizzate dal Centro La Tenda, attraverso la convergenza operativa delle Aree. 

Evidentemente, le Aree possono facilitare l'allestimento delle risposte, rendendole funzionali e integrate ai diversi segnali di disagio. 

Ciò, proprio in virtù della intercomunicabilità tra le stesse Aree, predisposte al fine di garantire l’ampliamento delle risposte possibili, valorizzando il contributo di tutti.

Ovviamente, affinché ciò avvenga è necessario che le Aree lavorino in sinergia tra di loro e che gli operativi siano capaci di interpretare dinamiche professionalità di processo.

Le Aree dunque rappresentano il contesto, l'ambiente complessivo, l'ambito delle competenze ma anche l'indicazione di un modello organizzativo, ancor più efficace se vissuto come occasione di crescita personale. 

 

Il percorso formativo alla Servant Leadership fa da supporto a questa  impostazione affinché la proposta del modello delle Aree sia sostenuto e arricchito da occasioni di approfondimento teorico-esperienziali, seminari, scambi culturali, ecc.

TEMATICHE DATI, RIFLESSIONI, PROPOSTE

 nuove e vecchie droghe

  1. migranti e msna
  2. senza fissa dimora
  3. nuove dipendenze, Alcol, GAP
  4. doppia diagnosi
  5. minori, violenza sulle donne
  6. detenuti tossicodipendenti
  7. sofferenza psichica
  8. disagio scolastico
  9. disagio famiglia 
  10. disoccupazione
  11. emergenza educativa 

 "Accompagnare il processo significa cogliere le novità ed adattarsi ad esse. La realtà è più forte di ciascuno di noi e, prima o poi, si impone. I cambiamenti -o meglio, i passaggi-  non sono il frutto del disegno di qualcuno, ma derivano dalla lettura delle novità." 

(D.N.Bari ) Presidente del Centro la Tenda

 

“Il Centro La Tenda  si sta sempre più focalizzando sulla promozione e diffusione del modello per Aree,   un modello scelto in quanto più rispondente alle finalità, alle attività e alle dimensioni della sua proposta di sviluppo sociale. 

Il modello per Aree, infatti, "è quello che maggiormente favorisce il recupero del senso e delle radici del nostro impegno". 

È, del resto, proprio della dinamica processuale del nostro Centro dotarsi di una "struttura flessibile" tale da essere sempre al passo con i tempi e capace di rispondere ai bisogni emergenti. La struttura, in effetti, deve essere funzionale agli obiettivi ed è necessaria la disponibilità a rivederla periodicamente, eventualmente modificandola in funzione del processo in atto. 

Non si tratta, pertanto, di sostituire qualcosa che non funziona più, ma di "un processo evolutivo per cui ogni passo rappresenta il frutto di quello precedente e il presupposto per quello successivo". La stessa valutazione del processo punta ad evidenziare la capacità degli "operativi" di collocarsi nel processo in corso ed esserne parte attiva e protagonista, con il proprio contributo unico. Per definire le caratteristiche della figura professionale più rispondenti a tale "necessità dinamica" bisognerebbe far riferimento, quindi, alla capacità di cogliere il processo in atto e di "stare nel processo" senza subirlo, ma anzi, anticipandolo e guidandolo, in altri termini, ad una professionalità di processo. 

Infatti la necessità di favorire lo sviluppo delle Aree non può prescindere dalla necessità di delegare tale passaggio a “professionalità” capaci di lavorare in gruppo e di interpretare la dinamica dello sviluppo sociale e dello stesso Centro La Tenda”.

 

Le Aree rappresentano, dunque, il progetto del Centro, per aiutare gli operativi a collocarsi e ad esserne protagonisti.  Affidare la responsabilità ai collaboratori è oggi quanto mai necessario se si vuole garantire un futuro efficace al nostro Centro ma ancor più necessaria è la disponibilità a recepire la delega, sentendosi parte attiva e corresponsabile del Processo di sviluppo del Centro. 

 

 

   LE NUOVE EMERGENZE SOCIALI

  1. NUOVE DROGHE 

 

LA RIFLESSIONE

"Dall'idea di Comunità terapeutica, si è sempre meglio definita una nuova idea di Comunità aperta, di passaggio, risorsa della rete territoriale al servizio della persona, del giovane, della famiglia ma anche della stessa comunità sociale." 

 

Dal modello organizzativo nato con la creazione del primo Programma Terapeutico all'attuale complessità dei servizi e delle funzioni, il centro LA TENDA ha profondamente modificato le proprie forme organizzative. Da una fase iniziale   condizionata da una tendenziale auto-referenzialità si è via via sviluppata una maggiore permeabilità, provocata da una concomitanza di fattori.

 

Anche relativamente alla strisciante forma di liberalizzazione delle cosiddette droghe leggere  bisogna ricordare che   la droga è tuttora un’emergenza educativa che viene acuita da un malessere della nostra epoca che affligge soprattutto i giovani. 

Per risolvere il problema servono politiche della prevenzione a livello pubblico, servono strutture apposite, investimenti, un lavoro costante e approfondito. E non come molti sostengono, di liberalizzare la droga, perché sarebbe anche un modo per combattere il traffico clandestino.

Lo stesso  Paolo Borsellino, il Magistrato simbolo dell’antimafia, assassinato nel 1989, rispondeva che ciò “è da dilettanti di criminologia”. Vorrei vedere o sapere gli effetti di questa sostanza sulla pelle dei figli, o dei propri cari di quanti si prodigano, facendo tra l’altro tutt’altro nella vita ma non sicuramente esperti in questa materia, ogni giorno a essere i paladini e promotori di questa “liberalizzazione a scopo ricreativo di tentati omicidi o omicidi premeditati cronaca”.

 

LE PROPOSTE DEL CENTRO

L' attenzione alle problematiche emergenti dal disagio comporta naturalmente una maggiore attenzione ai contesti familiari, sociali, territoriali. È sempre più evidente che l'attività del Centro non può basarsi solo sul coinvolgimento personale affettivo, ma si richiede un coinvolgimento operativo, determinando cambiamenti di forte rilevanza culturale e pragmatica, nel rapporto e nella formazione.

C’è bisogno di diffondere la cultura della Comunità, non come luogo di cura o riabilitazione ma come proposta di promozione della persona e della solidarietà, di promozione  anche della  comunità sociale e per e del  territorio. 

C'è un ampliamento dei bisogni e delle risposte.. 

 

  1.  MIGRANTI E MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI (MSNA)

 

LA RIFLESSIONE

Con l'approvazione della legge n. 47/2017, che introduce misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, il Parlamento ha lavorato per la prima volta in favore dei minori stranieri. 

È il primo provvedimento organico in Europa dedicato alla protezione dei minori non accompagnati, che le associazioni e le organizzazioni hanno promosso e sostenuto fornendo anche importanti contributi al testo alla luce della nostra esperienza diretta. È un primo passo importante nella direzione della tutela di migliaia di bambini ed adolescenti che giungono da soli nel nostro territorio.  Vanno ora individuate strategie e risposte concrete, per sviluppare un progetto a lungo termine che vada oltre sistema di prima accoglienza. È necessario occuparsi della tutela psicologica, educativa, legale e giuridica dei minori migranti, per un percorso di formazione e di inserimento nel tessuto sociale italiano.

Il problema sta nella mancanza di politiche di integrazione e di buona accoglienza, soprattutto per i minori non accompagnati.  L'instabilità in Medio Oriente Le guerre in Medio Oriente e Africa hanno fatto impennare i dati sui rifugiati e sfollati interni nel mondo. 

Chiaramente, la situazione di emergenza attuale va letta in chiave storica e geopolitica, ed è indispensabile sensibilizzare con l’aiuto dei mass-media tutta l’opinione pubblica a capire i drammi che nel nostro tempo tanti popoli stanno vivendo. Comprendere il perché una così grande massa di persone fugga dalle proprie terre rischiando la vita per arrivare fino a noi è fondamentale per evitare reazioni xenofobe e forme rigide di chiusura che tentano il blocco dei migranti senza peraltro riuscirci.

 

LA PROPOSTA DEL CENTRO

Occorre rimettere al centro di ogni azione a favore dei rifugiati la centralità della persona umana e non il profitto.  il Centro La Tenda è impegnato ormai da diversi anni,  in servizi e progetti sull'immigrazione nella convinzione che la rapida crescita del numero degli immigrati residenti regolarmente (e non) in Italia ed in provincia di Salerno richieda l'attuazione di iniziative per la promozione di una conoscenza reciproca, per il riconoscimento e il rispetto delle differenti identità culturali.  Tutti i progetti e le attività realizzate dal Centro La Tenda  sono finalizzate alla formazione ed alla diffusione di ogni informazione utile al positivo inserimento degli stranieri nella comunità, attraverso innanzitutto la conoscenza della lingua italiana e dei diritti e doveri. 

Inoltre, il Centro è impegnato   a promuovere opportunità di integrazione e di crescita personale e comunitaria, nella valorizzazione delle diversità e ricchezze culturali, attraverso la  partecipazione ad attività ed iniziative ricreative, sociali, religiose degli stranieri che vivono a Salerno e nella provincia. Le persone straniere con le quali si è avuto un contatto a vario titolo sono state più di 500, per quanto riguarda invece i percorsi di conoscenza della lingua italiana e di integrazione hanno visto coinvolti circa 400 migranti. In particolare di seguito riportiamo una breve descrizione dei progetti che hanno riguardato l'area immigrazione.

 

  1. LE PERSONE SENZA FISSA DIMORA

 

LA RIFLESSIONE

Nel nostro modello di sviluppo, nella nostra democrazia,  oggi, sempre di più, i due terzi di persone che compongono la  società si stanno impoverendo ed è solo un terzo  ad essere privilegiato.

Molte sono oggi le nuove forme di povertà, assai meno catalogabili di quelle classiche . Una grandissima  quantità di persone, pur avendo un lavoro più o meno stabile, a causa della precarietà o dei salari che crescono molto meno dell’inflazione, erodendosi sempre più, non riescono a far fronte ai loro impegni.

Ci sono poi quelli che vivendo sempre al limite delle proprie scarse risorse, per un accidente fortuito o per un rovescio della fortuna, perdono il lavoro e si trovano improvvisamente risucchiati verso il basso, quasi sempre senza possibilità di riprendersi.

Ma la disperante situazione che freddamente è rappresentata con numeri, tabelle e statistiche, quasi mai riesce a descrivere il panorama di desolazione che l’accompagna.

I numeri, qualcuno dice, parlano da sé ma ci restituiscono una realtà disumanizzata, priva di qualsiasi afflato, sono la mera registrazione di un dato di fatto spogliato di ogni altra valenza emotiva.

Chi può invece descrivere, senza ricorrere alle statistiche, questo panorama umano in preda alle sue angosce è la letteratura. Solo la prosa e la poesia riescono, nella loro estrema,  lirica sintesi, ad  accollarsi l’ingrato compito di far capire, a chi non li vive direttamente, i drammi che sono sullo sfondo  della spietata razionalità del numero.

Un libro per tutti :  Diario di un senza fissa dimora, ultima fatica di Marc Augè,   Raffaello Cortina Editore.  Umanità  dell’individuo , che va oltre la  globalità delle tabelle.

 

LA PROPOSTA

 CENTRO DI ASCOLTO DI NOCERA LA TENDA NELL’AGRO 

Via Isaia Rossi, 2 - Nocera Inferiore (SA) Via Isaia Rossi, 2  Telefono/fax 081 5179292 

 

L’attenzione e l’impegno per lo sviluppo sociale del territorio dell’agro nocerino-sarnese che l’Associazione ha da sempre manifestato, hanno condotto all’attivazione di un Centro di Accoglienza non residenziale, sito in Nocera Inferiore. 

La struttura offre servizi di prima accoglienza (tra cui la possibilità di avere un pasto caldo o di fare una doccia) e di ascolto ed è il luogo del primo contatto con la persona in disagio. 

Nel corso degli anni La Tenda nell’Agro è diventata punto di riferimento per numerosi cittadini immigrati, attraverso l’organizzazione di corsi di formazione civico-linguistica per stranieri e di iniziative interculturali di sensibilizzazione su tutto il territorio dell’agro Nocerino-Sarnese.

Il Centro di Accoglienza: è il luogo del primo contatto con la persona in disagio; si offre accoglienza, ascolto, c'é la possibilità di fare una doccia, una rete di collaborazioni. Particolare attenzione si presta a situazioni di estremo disagio (vedi senza fissa dimora), iniziative ed incontri di prevenzione e promozione della salute, agli immigrati  con i corsi di italiano e l’organizzazione di iniziative di sensibilizzazione interculturale sul territorio dell’agro. La struttura è operante dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 18,00.

I sevizi offerti sono: 

                         informazione sull’uso/abuso delle droghe tradizionali e delle  nuove;

                          colloqui;

                         definizione di progetti personalizzati in collaborazione  con le altre  realtà del territorio 

                         orientamento rivolto a persone con dipendenze per favorirne  l’ingresso in percorsi riabilitativi;

                         counselling psicologico e legale;

                        ascolto, anche telefonico;

                         attivazione di gruppi di auto – aiuto rivolti agli utenti e alle loro famiglie;

 

 

 

  1.  LA DOPPIA DIAGNOSI

 

LA RIFLESSIONE

L’abbassamento progressivo dell’età d’approccio e sperimentazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, l’ampliamento dei contesti d’uso, la diffusione di sostanze sempre più diversificate ed eterogenee, hanno determinato  (come rilevano i dati  statistici) un’elevata percentuale di pazienti, che, inquadrati diagnosticamene in un disturbo psichiatrico sindromico,   hanno una storia clinica di uso di sostanze stupefacenti.

La situazione diagnosticata è ulteriormente complicata dalla possibile presenza  di disturbi di personalità associati. La complessità di questo tipo di utenza, infatti, è tale da determinarne, come ben sappiamo, l’affluenza sia nei servizi per le tossicodipendenze sia nei servizi psichiatrici. Molti altri invece non afferiscono a nessun servizio e rimangono nella stragrande maggioranza “non trattati “. 

LA PROPOSTA

Già dalla fine degli anni ‘80 il Centro di Solidarietà  LA TENDA ha promosso una sperimentazione legata all’emergenza del disagio di giovani che usano stupefacenti presentando in concomitanza gravi problemi psicopatologici e in alcuni casi francamente psichiatrici … 

Presso le strutture del Centro LA TENDA  si è realizzata così un’esperienza di orientamento socio-lavorativa con utenti a doppia diagnosi configuratosi non solo come elemento fondamentale per operare una futura scelta professionale , ma anche come strumento per aiutare gli utenti nella ricerca della propria identità. 

Questa esperienza, ormai ultraventennale, maturata nei  rapporti con la comunità territoriale frutto a sua volta  del radicamento dei suoi servizi nel tessuto della città e la provincia di Salerno,   ha permesso di mettere a fuoco alcune problematiche specifiche che interessano il territorio e di allestire “contesti transizionali”   per rispondere al disagio posto da  di chi al problema della tossicodipendenza associa  patologie di rilevanza psichiatrica.            Di fatti, operando l’intervento a sistema aperto, La Tenda ha acquisito la capacità di interagire con il territorio in un’ottica di collaborazione e di integrazione delle risorse.      Grazie alla cultura della complessità al tempo stesso  proattiva e pragmatica, La Tenda ha  saputo dar  vita a  servizi  capaci di rispondere, affidabilmente, a disagi altrimenti senza riscontro come, per l’appunto le persone don doppia diagnosi. 

 

 

La presa in carico precoce di situazioni a rischio di  comorbilità, in questo senso, supera ampiamente le  difficoltà di trattamento, connesse al binomio sostanze stupefacenti e disturbo, per investire ambiti e spazi di espressione del malessere e del disagio che vanno dall’assunzione di sostanze stupefacenti e alcool, ai comportamenti di autoferimento (cutting), alle dipendenze da internet, alle condotte sessuali devianti e indiscriminate, ai comportamenti oppositivi ed inadeguati in famiglia e a scuola, ai disturbi della condotta alimentare.  Le forme e le modalità di espressione del disagio, diventano così poliedriche ed eterogenee, talmente mutevoli a volte da sfuggire alla possibilità di descrizione attraverso le ordinarie categorie psicopatologiche e psichiatriche.  La proposta consiste nella focalizzazione ed enfatizzazione delle componenti emozionali del vissuto, evocate attraverso un inteso lavoro di colloqui e di gruppi che s’integrano reciprocamente. E ciò può avvenire attraverso: Attività di counselling psicologico individuale  

  • Counselling psichiatrico ove necessario  
  • Esame psicodiagnostico comprensivo d’indagine cognitiva e della personalità  
  • Gruppo d’incontro e Laboratori di ceramica 

 

  1.  NUOVE DIPENDENZE PATOLOGICHE  

 

LA RIFLESSIONE

Il paradigma morale come “tossicodipendente” soggetto a forte riprovazione sociale e pericoloso secondo il paradigma medicalizzante come malato cronico a vita, è diventato il modello interpretativo più diffuso per cui chi usa droghe o è tossicodipendente.

Queste due dimensioni - la legge e la rappresentazione sociale del tossicodipendente - particolarmente sostenute dai mass media, hanno influenzato le famiglie e l’opinione pubblica e hanno prodotto stereotipi negativi fondati su pregiudizi e stigmi che hanno influenzato, in parte, negativamente il lavoro dei servizi, determinando ostacoli vari a tutte quelle iniziative  culturali e politico-istituzionali volte a modificare questa prospettiva. 

Le dipendenze intanto sono profondamente cambiate. Vanno osservate e comprese considerando sia gli indicatori economico-sociali che le attraversano sia i modelli culturali prevalentemente utilizzati - nelle istituzioni e nei mass-media -   per rappresentarle. Esse sono attraversate dalle povertà materiali e immateriali, dai fenomeni migratori di massa, dalla carcerazione, dall’esclusione, dal gioco d’azzardo. Questa complessità nuova non si può accogliere con i vecchi protocolli, con la vecchia ricetta del “tossico“ che entra in Comunità. Ci vogliono, come anche la legislazione nazionale e regionale prescrive senza garantirli effettivamente, moduli specialistici nuovi e integrati. 

(Cfr. Documento di presentazione della prima Conferenza del Mezzogiorno DIPENDENZE E GLOBALIZZAZIONE promossa dal CEARC in collaborazione con la Regione Campania)  

 

LA PROPOSTA

Oggi non si può fare a meno di rilevare un quadro di crescente complessità sociale e di individuare una prospettiva di cambiamento nell'allargamento del modello comunitario. L’ipotesi progettuale  potrebbe essere sintetizzata nella formula "dalla CT al sistema formativo integrato".

Esso riconosce e cerca di dare una sistemazione razionale a una realtà in cui la Comunità terapeutica non coincide tout court con la proposta educativa. Sempre più, infatti, le diverse attività vengono dislocate in una pluralità di sedi: I laboratori, gli istituti e le agenzie culturali di territorio, i luoghi dell'animazione territoriale, l'associazionismo, i mass-media, il mondo stesso della produzione.

Dal modello organizzativo nato con la creazione del primo Programma Terapeutico all'attuale complessità dei servizi e delle funzioni, il centro LA TENDA ha profondamente modificato le proprie forme organizzative. Da una fase iniziale condizionata da una tendenziale auto-referenzialità si è via via sviluppata una maggiore permeabilità, dovuta ad una concomitanza di fattori .

 

 

 

 

  1.  I MINORI NELLE STRUTTURE DELLA GIUSTIZIA

 LA RIFLESSIONE

La definizione di adolescenza , “inventata” all’inizio del Novecento con lo sviluppo delle scienze pedagogiche, psicologiche e sociologiche,  ha già subito delle significative trasformazioni, di cui l’ultima è ancora in corso. Nella prima metà del secolo scorso essa era considerata semplicemente un’età di passaggio verso l’età adulta  Alla soglia degli anni Sessanta,  è stata poi riconosciuta come un periodo specifico  della vita umana , dotato di un proprio significato esistenziale .  La trasformazione del concetto di adolescenza che è in atto è strettamente legata al fatto che in questo periodo in tutta l’Europa occidentale l’età giovanile si sta prolungando e, quindi, la transizione verso l’età adulta sta avvenendo in tempi progressivamente più tardivi. Il tempo della giovinezza nella concezione attuale si sta differenziando in modo netto da quello dell’adolescenza, mentre sino a non molti anni fa queste due età erano spesso sovrapposte. Di là di tutte le trasformazioni e del proliferare dei percorsi individuali di crescita che producono una molteplicità di modi di viverla, l’adolescenza rimane per ogni individuo, comunque, la tappa più importante del percorso di ricerca e di acquisizione di mete fondamentali : l’identità sessuale, l’organizzazione dell’io, la realizzazione delle proprie potenzialità, il lavoro, l’amicizia e l’amore.  Ma  se la finalità dell' azione educativa è l'orientamento educativo e socio-lavorativo,  lo sfondo è sempre più   rappresentato dalla  rete territoriale.  Solo agendo su di essa infatti l' azione in favore delle persone maggiormente in difficoltà riesce ad essere più incisiva e credibile. Garantire condizioni familiari e socioambientali per un  sano  sviluppo rappresenta una scelta obbligata  e una responsabilità cui richiamare le famiglie, i servizi, le istituzioni.

Si fa sempre più strada la convinzione che solo l'auto responsabilizzazione della comunità può rispondere ai nuovi bisogni emersi.