089 481820 - Via Cristoforo Capone, 59 Salerno info@centrolatenda.it

"GUARIGIONE"

IL LEBBROSO

Appunti e spunti di riflessione tratti dalle meditazioni di don Nicola Bari

nella Santa Messa di domenicale del 14.2.21

Guarda la  registrazione integrale  della celebrazione sul canale Youtube del Centro La Tenda

La settimana scorsa abbiamo trattato un tema molto importante e ci sono state anche molte ricadute di quanto detto nella vita operativa del nostro Centro. E questo ci incoraggia a continuare questa esperienza di condivisione della Messa domenicale celebrata da Don Nicola, via google meet, come stiamo facendo da tempo.

 

L’incontro con il lebbroso, narrato nel Vangelo secondo Marco (Mc 1,40-45) ci consente una nuova riflessione sul nostro rapporto con la malattia, con il disagio, con l’emarginazione.

Un passaggio, quello descritto, che riguarda ciascuno di noi. E che ciascuno di noi deve compiere, attraversare nella vita.

 Difatti, il percorso indicato e vissuto da Cristo rappresenta anche il nostro stesso percorso personale, dalla sinagoga alla casa, all’incontro con i sentimenti, più o meno dolorosi che, in genere, tendiamo a nascondere a noi stessi e agi altri.

Ma rinchiudersi, negare i propri vissuti, le proprie storie di vita, le proprie cadute, non è vita.

L’incontro di Cristo con la malattia ci ricorda che siamo tutti ammalati, siamo tutti imperfetti. E la malattia, beninteso, non è solo quella fisica. Difatti, nessuno è integralmente sano ma la verità è che possiamo crescere anche di fronte al dolore che, in realtà, non possiamo mai eliminare del tutto. Esso, in realtà, fa parte di ciascuno di noi fin da quando nasciamo.

Tutto ciò però ci impone una domanda: cos’è veramente la guarigione? Quando ci possiamo considerare realmente guariti?  In realtà, la guarigione corrisponde con la nostra capacità di accettare i nostri limiti personali, senza illudersi di doverli o poterli nascondere.

L’incontro col lebbroso ci insegna quindi la condizione di disperazione, di solitudine, di emarginazione umana e sociale, che è un’esperienza con la quale tutti, prima o poi, sebbene in modi diversi, facciamo i conti nella vita mettendo a rischio talvolta anche la nostra stessa dignità.

C’è un altro aspetto, poi, che colpisce e che don Nicola ha sottolineato come determinante per la crescita e la guarigione. Riguarda, in particolare, il richiamo ad un atto di volontà, nel processo di guarigione. 

Infatti, per guarire, per riprendere e trasformare il disagio in occasione di crescita, in risorsa, c’ è bisogno anche di rapportarsi da adulti alla vita, e stabilire relazioni improntate alla responsabilità. Evitando di rimanere bambini passivi inerti e deresponsabilizzati, tutt’al più ossequiosi delle regole.

Lezione questa, rimarcata dall’esortazione successiva che Cristo fa al lebbroso guarito, vale a dire allorquando “ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: Guarda di non dire niente a nessuno”.

Si tratta, ce lo sottolinea don Nicola, di una “rottura di esperienza” ma anche di un passaggio, di una proposta di rapporto di adultità.

In realtà, spesso, ci limitiamo a raccontare il fatto, l’esperienza, omettendo di esprimere il vissuto, la comunicazione dei sentimenti sperimentati, e delle acquisizioni anche spirituali che accompagnano tale esperienza che, peraltro, non è oggettivamente facile da condividere.

Ma se non avviene questa apertura, se non viene riconosciuta e condivisa questa esperienza interiore, non c’è effettivamente guarigione.

In effetti, quando dalla condizione di indegnità si passa ad essere testimoni, si compie un passaggio importantissimo. Ma spesso perdiamo questa occasione soprattutto quando rimaniamo chiusi nel nostro individualismo e ci autocondanniamo.

Il lebbroso in realtà, trasgredendo le severe leggi del tempo che imponevano l’esclusione assoluta dei lebbrosi dal villaggio, sfida le severe leggi del tempo e cerca un contatto vero.  E così facendo cambia tutto. Il malato è guarito, il bambino è diventato adulto. Pronto ad affrontare altre sfide, facendo del cambiamento continuo l’occasione per approssimarsi sempre più all’amore totale di Dio.