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08/01/2016 - 12:58:00
SORELLA LUNA RACCONTATA DALL'AVVENIRE

L'"Avvenire", quotidiano di ispirazione cattolica a diffusione nazionale, fondato nel 1968 a Milano, si è occupato della Comunità Sorella Luna.  Lo ha fatto raccontando, con un interessante articolo a firma di Simone Ciampanella,  l'evento dell'apertura della Porta Santa della Misericordia e dell'Amicizia, avvenuto il 19 dicembre scorso. Invitiamo i nostri amici a leggerlo con attenzione ... 

IL VOLTO DI SORELLA LUNA

Pellegrinaggio della misericordia  iniziato nella comunità di Tragliatella a Roma.

L’ispirazione francescana e la capacità  di ascoltare vecchie e nuove fragilità per un percorso educativo che promuove la persona attraverso l' esperienza   di una famiglia «allargata»

Di SIMONE CIAMPANELLA

Con la visita alla comunità,  è iniziato il viaggio attraverso i "volti' della misericordia nella diocesi di Porto-Santa Rufina.

Nella bella struttura che si raggiunge immersa nella campagna di Tragliatella, alla periferia di Roma, si trova il bel casolare attorno  al quale negli anni sono  germinate altre strutture, proprio come i rami dell'albero, simbolo del Centro La Tenda, la Onlus di cui Sorella Luna è espressione. 

Sorella Luna è  una realtà complessa, ispirata alla spiritualità francescana. Nata come risposta al problema  della tossicodipendenza, la sua attenzione si è poi estesa ad altri tipi di disagio e povertà.

Questa sua dinamica  fisionomia  risponde a una scelta ben precisa: operare con  successo nelle pieghe della società fluida. Ci sono infatti aspetti della contemporaneità che  sfuggono alle classiche categorie utilizzate  nell’ambito  del sociale. Pertanto rimanere appoggiati su schemi definiti se da un lato sembra  facilitare l'intervento perché si ha già la soluzione pronta, dall'altro può non essere efficace in una relazione d'aiuto che veramente ponga al centro  la persona con  la sua singolarità.

È una sfida che Sorella Luna accetta facendosi interprete di un’esigenza della nostra epoca: saper discernere in ascolto di chi sta di fronte, non più un "io" e un "tu"  ma un "noi attento a saper osservare malesseri che ancora non  hanno nome. Quindi una presenza molto eterogenea di ospiti, ma non confusa. Appena si passa qualche ora a Sorella Luna  ci si rende canto dell' armonia che la regge.

Ci sono spazi e ruoli ben definiti che modulano il trattamento delle  persone  accolte garantendo la  personalizzazione dei percorsi educativi. D' altronde questa sincera attenzione all'umanità dell' altro è possibile solo se si propone una vera esperienza di comunità, intesa qui come esperienza di famiglia  dove il vissuto e le risorse dei membri sono ii primo mezzo di promozione della dignità della persona.

Durante la sosta giubilare dello scorso 19 dicembre, pensata come una Festa dell'amicizia, ii direttore, don Nicola Bari, i suoi collaboratori e tutti coloro che "vivono" la  comunità hanno  mostrato meglio di ogni  discorso la natura di  Sorella Luna. Dentro la  sala c' erano famiglie,  giovani, ragazzi, anziani,  operatori, semplici  conoscenti, volontari.

Tutti insieme per  raccontare al vescovo  Gino Reali, al parroco  don Roberto Leoni, e ai  pellegrini della diocesi, ii  proprio sentiero di speranza iniziato  entrando nella comunità. Un dialogo interessante senza retorica  dove chi voleva poteva dire di sé e raccontare la novità che la comunista  ha rappresentato nella propria vita. La processione con il passaggio simbolico attraverso la "Porta  dell'amicizia’  si è   concluso nella serra, allestita l' occasione come tenda per la Messa.

«A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?». Il vescovo ha sottolineato nell'omelia queste parole di Elisabetta. Esse racchiudono la sorpresa verso ii dono gratuito del Signore... Sorella  Luna si fa incarnazione di questa prossimità” continua il presule, "è   una casa che parla di misericordia nei gesti e nelle parole". Alla fine le preghiere secondo le intenzioni de Papa per ricevere l'indulgenza  plenaria che il vescovo ha stabilito  nelle tappe del "Pellegrinaggio  della Misericordia!”

Simone Ciampanella